Cenni critici:


Testo critico in riferimento alla ricerca artistica di G. Cicero
a cura di Giorgio Grasso

Guido Cicero è l’artista che tramuta il colore in emozione. La sua tavolozza si compone" di sentimenti nei quali intinge il pennello ancora e ancora tenendo lo sguardo ritto verso la tela bianca."
La sua attenzione si rivolge a tutto a ciò che lo circonda: persone, paesaggi, profumi…"tutto viene catturato e rappresentato sulla superficie piana del supporto annullandone questo" limite per aprire un varco che permette all’osservatore di oltrepassare la semplice osservazione per andare oltre verso la percezione dell’opera. Guido Cicero ci permette, quindi, di esperire le proprie opere riservandoci un privilegio che solo pochi artisti riescono a definire, grazie anche alla dinamicità della tecnica usata che vede il pittore compiere gesti energici quali: spatolate, sgocciolature e veloci spruzzi di colore. Tutto nei suoi lavori ci parla della personalità dell’artista stesso, della sua forza esistenziale e delle sue debolezze tanto che quasi proviamo empatia verso queste opere, tese in un mutamento sempre più umano."

Giorgio Grasso  storico e critico d’arte"



In generale il colore è un mezzo che consente di esercitare un influsso diretto sull’anima. Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima il pianoforte dalle molte corde. L’artista è una mano che toccando questo o quel tasto mette l’anima in vibrazione”, scriveva Kandiskij. Infatti egli desiderava ardentemente che i suoi dipinti, oltre a essere osservati, venissero percepiti.

La percezione visiva è il senso più utilizzato dall’uomo, soprattutto nel mondo contemporaneo che è costantemente circondato da immagini di qualsiasi natura.
I colori sono un aspetto della percezione visiva e vengono captati dall’occhio umano in modo totalmente soggettivo a causa dell’influenza che conferisce la luce.

E’ questa la cifra stilistica di Guido Cicero, uno spazio coloristico variegato, pittore modicano che nella sua lunga carriera artistica ha attraversato diverse correnti del Novecento.

Nelle sue tele utilizza forti contrasti di colore narrati con una materia densa, corposa, che non solo riempie la tela ma vi emerge, si sporge in opere spesso di grandi dimensioni che trascinano lo spettatore in molteplici sensazioni, con un gioco di invadenza dello spazio attraverso il colore, a tal punto da riuscire a colpire lo spettatore, suscitando in lui una particolare emozione.

In questa mostra Guido Cicero espone i suoi fiori realizzati con l’utilizzo dei colori vivi, arancio, rosso, viola, sottolinea con forza il gioco di lieve spessore, rimarcato dall’esposizione pendula che permette alle opere di ruotare.

I suoi paesaggi urbani, le sue marine si tingono di rosso di viola; il colore diventaforza e tensione, uno spartito cromatico declamato in versi da una tavolozza che serve a celebrare la sua ricerca estetica, i colori dipingono la vita, esaltandone potere e splendore, attraverso temi a lui assai cari, e accompagnandola con la melodia ritmica che solo la musica può rappresentarci.

Per celebrarne la potenza, la bellezza, in forma visiva, Guido Cicero
fa si che il colore diventi l’elemento fondamentale della sua creatività.

Se è vero che nella pittura è sempre stato il colore a dominare, nelle opere di questo geniale artista,il colore non serve più a rappresentare una realtà oggettiva, il colore non è più un mezzo, uno strumento, lo fa vivere come realtà autonoma, diviene indice di una pittura che nasce dall’emozione, suggerisce suggestioni che nascono dall’accostamento e avvicendamento di differenti intensità cromatiche.

SALVATORE PARLAGRECO

 

L’artista Siciliano

Guido Cicero non è solo pittore , ma anche musicista e fotografo, attività che l’hanno portato in giro per il mondo. La passione per l’arte ha radici nell’infanzia di Cicero, ed è proprio attraverso l’arte che la sua passione diventa qualcosa di più e la curiosità si traduce nella spinta generatrice dell’atto maieutico, la ricerca di qualcosa da svelare. Modica la sua città natia diviene soggetto del suo sguardo, latrice di suggestivi scorci, visioni emozionali ed evocative che si stagliano anche sulla tela, in traduzione pittorica, secondo uno stile che va dal post impressionismo all’astratto e persino al dripping pollockiano. Chi osserva le sue opere, sembra sostare accanto al pittore, in un punto decisamente privilegiato che è fatto della summa di emozioni, ricordi e sensazioni, di filiazione proustiana, e dietro ad ogni pennellata, che sfaccetta l’opera non cercando un realismo mimetico, pare celarsi qualcosa, quel quid che deve essere ancor svelato, quelle “ immagini nascoste”

 Azzurra Immediato (Critica e Storica dell'Arte) Bologna

 

 

Finestra sulla pittura di Guido Cicero

Scrive Alfredo Schettini: “Perché la vita nell’arte è nell’istinto; per crearlo non occorrono canoni o codici: basta l’amore alla vita e la comunicazione intima delle cose”. Guido Cicero è un artista dall’ingegno multiforme con una infinita capacità poliedrica e versatile. Dopo l’approccio giovanile alla pittura e ancora alla fotografia, che lo ha visto protagonista nell’ultimo decennio di questo secolo di interessanti mostre fotografiche, è rifiorita la passione giovanile di dipingere. I primi approcci con la pittura sono stati accostamenti al paesaggio ibleo, che ha subito abbandonato per crearsi uno stile tutto suo con riferimenti all’arte post-moderna: una pittura, la sua, che indica il periodo artistico contemporaneo, che ha raggiunto il suo termine con la scomparsa dei paesaggi racconti, sostituendoli con l’amore per il colore e la ricerca del lato sensibile dell’arte: un atteggiamento di riflessione nei confronti del concetto di evoluzione e progresso continuo. Egli, nei suoi dipinti, dimostra un orientamento gestuale, che si caratterizza sia per il rilievo dato alla componente emotiva motoria di dipingere che attraverso pennellate/spatolate pervase di energie, sgocciolature e spruzzi di colore. Egli trasmette nelle sue opere l’ansia dell’artista di esistere e di esprimere il lato più spontaneo e istintivo della sua personalità; Infatti affronta il dipinto non sulla base di un progetto, ma facendosi parte e lasciandosi trasportare dal formarsi del dipinto sulla tela. Altri fenomeni innovativi di assoluta libertà espressiva si riflettono nella pittura di Guido Cicero. Essi sono la presenza lineare e accennata di figure umane, che non si rifanno alla tendenza realistica, dove gli elementi figurativi venivano abbelliti o nobilitati. Egli rielabora le forme e le proporzioni delle figure umane per produrle in opere riconducibili alla tendenza idealizzante, così l’iconografia della donna acquista una rinnovata identità sociale, sessuale e poetica. Alla luce di quanto detto, la pittura di Guido Cicero è una realtà del tempo contemporaneo, che ha propensione a riallacciarsi alle origini, ma che è proiettata verso una dimensione dispositiva moderna.

Pippo Puma (scrittore-poeta)Milano

Connubio Musica - Pittura

… apprezzato come musicista, soprattutto per la passione, anche qui, di una ricerca non banale o qualunquistica, ma sempre finalizzata alla maturazione del “fare musica”. La musica ne diviene invece la musa ispiratrice. Le sollecitazioni ad essa dovute fanno dell’artista il mezzo espressivo per aggredire e scatenare sulla tela e contro la tela i fondamenti della sua costruzione cromatica, sempre con una piacevole violenza d’impatto che davvero lascia senza fiato. E ci costringe a prendere atto che, nella sua continua ricerca espressiva, Guido Cicero è arrivato a trovare una sua personale strada verso l’astrattismo, liberando – come ha detto qualcuno – la sua vena pittorica da un figurativismo che, forse, non rispondeva più alle sue esigenze ed alle sue aspirazioni. Basta guardare delle sue opere, che fanno espresso riferimento alla corrente della Pittura in azione – l’Action Painting, appunto – in cui pittura e musica trovano un punto d’incontro per trasportare l’osservatore in una realtà parallela fatta di emozioni e di interiorità spesso indefinibili, sospese tra impressionismo e realismo, tra post-impressionismo e l’impressione stessa che, della natura, ricostruisce l’occhio dell’artista – certamente, l’occhio dell’anima! – che traghetta l’arte verso un espressionismo che apre la strada all’astratto.

Giorgio Sparacino (attore)

Guido Cicero, artista d’inquieto e versatile talento, muove dalla fotografiaalla pittura con risultati che portano l’impronta di un passato d’immagini accompagnato dall’incessante ricerca di nuovi moduli espressivi sempre più originali e personalizzati.Già alcuni anni addietro, in un periodo che oggi possiamo definire di mera transizione,aveva tentato, con esiti alquanto lusinghieri esuggestivi, una sintesi materica con le tecniche miste di fotografia e pittura, risolte all’interno di una visioneunivocamente figurativa e paesaggistica.In quella esperienza estetica trova le sue radici l’attuale fase del suo percorsopittorico, innovativae dissacrante convergenza di astrattismo e figurativismo, avanguardia e tradizione,rigore formale e libertà,dove la percezionedel volto umano o degli ambientiè mediata da vibrazioni cromatiche,da concerti di colori alla Kandinskij, scolasticamente riconducibili all’astrattismo ma originateda unaforza espressiva traboccante,da un’urgenza di linguaggioil più possibile fedele al sentire profondo dell’artista.L’impressione che l’interlocutore ne ricavaè quella di assistere alla plastica rappresentazione dell’emergere della forma dal magma,dell’ordine dal disordine,del pensiero dalla pulsione, spostando il fulcro dell’opera dalla staticità della figuraalla dinamicità del processo che la crea, o, perché no,che la distrugge, nel cerchio dell’eterno divenire delle umane cose.

Diego Guadagnino (scrittore- poeta) Agrigento